venerdì 20 agosto 2010


Un manifesto della Gentilezza è difficile da scrivere. Lo è perchè ognuno di noi considera la Gentilezza in modo diverso: il buon comportamento, la disponibilità, l'agire con educazione, il servizio senza secondo fini. Probabilmente ciascuna di queste definizioni è corretta. Di sicuro nessuna è completa.

La Gentilezza, in fondo, altro non è che la parte "naturale" dell'animo umano. Quella esigenza di esprimere con un gesto, un pensiero o un'azione la propria attenzione verso il prossimo. E poichè questo valore è un insieme di valori non è classificabile. Ed è per questo ancora più importante.

In un mondo sempre più globale e purtroppo sempre più chiuso in sè stesso, la semplice idea che un sorriso, una stretta di mano o un'azione inconsueta diventino una "stranezza" aumenta la necessità che la Gentilezza torni a diffondersi. Non viviamo in un mondo maleducato. Viviamo in un mondo distratto.

In queste poche righe cerchiamo dunque di scrivere non tanto cosa sia la Gentilezza (ognuno la deve declinare liberamente), ma piuttosto quanto sia bello e dia soddisfazione essere gentili. Perchè molte associazioni e organizzazioni diffondono "buone cose" per gli altri. Questa, dà soprattutto a chi la fa.

Essere gentili significa dare un senso positivo alla propria vita.

Essere gentili regala un sorriso sia a chi lo porge a chi lo riceve.

Essere gentili permette di pensare alle negavità con grande forza.

Essere gentili apre il cuore a sfide nuove e a esperienze migliori.

Essere gentili assicura gioia con la semplicità dell'immediatezza.

Essere gentili non costa, ma vale moltissimo.

Essere gentili vale, perchè non esiste denaro che ne superi l'altezza.

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