giovedì 30 giugno 2011

fiori di campo


io amo tutti i fiori ma i fiori di campo a volte sono più belli di tanti altri

buona sera


una buona serata ai miei amici

martedì 28 giugno 2011

benessere fisico e psicologico


E' molto importante essere a proprio agio con il proprio corpo e non trascurarsi, ma anzi curarsi per sentirsi meglio. E’ necessario non lasciarsi condizionare dai pareri degli altri e non essere troppo ossessionati dalla bellezza poiché essa è prettamente soggettiva. Piuttosto è meglio porre molta attenzione al proprio benessere fisico e psicologico poiché esso è un elemento essenziale della nostra vita. Infatti esso è uno dei fattori che condizionano di più l’umore e i nostri rapporti con le persone che ci circondano.

volersi bene


Ritagliare ogni giorno un po' di tempo dai nostri impegni per prenderci cura di noi stessi non è come ritenuto da molti una perdita di tempo ma anzi un grande aiuto per la nostra persona, per il nostro benessere e per la nostra salute visto che è anche stato dimostrato che star bene ed essere in armonia con il proprio corpo riduce notevolmente il malumore.

aspetto fisico


Avere un bell'aspetto non è solo un modo per farsi notare, ma anche una fantastica terapia, poiché essere in armonia con il proprio corpo ci aiuta ad essere di buonumore e quindi sempre pronti per affrontare le sfide che ci si presentano quotidianamente.

L'esasperazione, la stanchezza, il male di vivere,


spesso portano a vedere negli altri, in coloro che ci stanno vicini, la causa di tutte le nostre difficoltà, dei nostri mali. È la via più facile, anche se non indolore, per sfuggire alla verità, alle umane, umanissime paure. Diventiamo ciechi nei confronti delle responsabilità e non ci accorgiamo che la vita è come ce la siamo costruita noi

domenica 22 agosto 2010

L’Ospedale della Gentilezza. Come aiutare gli ammalati a vivere con dignità, nonostante tutto


Nel rapporto tra medico e paziente, la gentilezza sembra una piccola cosa. Piccola e fugace, come un fiore che appassisce presto, una farfalla che vive un solo giorno, ma non per questo insignificante: anzi, dalla gentilezza si genera una sequenza nella relazione interpersonale – e non solo quella dell’Ospedale – che, attraverso meccanismi di reciprocità, si sviluppa ben presto in competenza, fiducia, alleanza terapeutica, soddisfazione.
Ma il medico è gentile? Deve esserlo? Come sviluppare ed esprimere questa capacità? Può la gentilezza, nella sua apparente modestia, nascondere valori etici e autentici che arricchiscono la relazione, qualunque relazione interpersonale?
Fra i pionieri della gentilezza uno spazio speciale verrà dedicato al dottor Albert Schweitzer, Premio Nobel per la Pace 1953, che ha donato la sua vita di medico e missionario alle popolazioni del Gabon per restituire al prossimo ciò che aveva ricevuto di buono nella sua vita di musicista, studioso di J.S.Bach, teologo e filosofo, all’insegna della gentilezza come ‘dono di sé’ agli altri, anche attraverso la proiezione di alcuni spezzoni tratti dal documentario sulla sua vita, vincitore del Premio Oscar per il miglior documentario nel 1957.
La gentilezza nel rapporto interpersonale non è ancora stata studiata dal punto di vista delle scienze del comportamento, anche se alcuni dati neuroendocrini di recente hanno suggerito che può essere collegata ad alcuni meccanismi ormonali. I primi studi che cercano di studiare la gentilezza nel rapporto medico-paziente sono stati iniziati e sono tuttora in corso presso la Psicologia della Facoltà di Medicina dell’Università di Ferrara, e i dati preliminari sulle tecniche di misurazione sembrano assai promettenti. Ma la gentilezza ha una lunga storia nella letteratura medica, anche se nascosta sotto altre vesti, da Ippocrate fino ai primi clinici medici; negli USA va sotto il nome generico di ‘bedside manners’, cioè ‘le buone maniere al letto del malato’.
Ma che fine hanno fatto nell’Ospedale del 21° secolo queste buone maniere? Come diffondere il concetto che fra le ‘buone pratiche’ della prassi medica e, in generale, sanitaria la gentilezza occupa un posto di rilievo a dispetto del suo aspetto apparentemente minore e dimesso, confusa – e anche per questo negletta - fra l’educazione, il rispetto, l’ascolto e l’empatia?

Le regole della casa poche e semplici


1.Siate gentili e firmatevi .
2.Può essere che non siate d’accordo con quanto espresso nei post: potete esprimere il vostro disaccordo quanto volete, ma cercate di farlo nei limiti della buona educazione.
3.Per favore, scrivete in italiano. Niente “k”, “nn”, “cmq”, e se ci riuscite neanche “pò” e “si” come interiezione. Non è obbligatorio, è una cortesia che mi fate: soffro di una grave malattia neurologica. Ogni volta che vedo un errore grossolano di ortografia o punteggiatura nei miei commenti, devo uscire e picchiare delle vecchiette a caso con una copia vintage del Devoto-Oli. Capirete che nei giorni di freddo finisco per rischiare la vita. E anche le vecchiette si lamentano.
4.I commenti offensivi nei confronti miei o degli altri commentatori verranno cancellati senza avvertimento.
5.Gli offensivi recidivi verranno messi in lista di proscrizione.
6.Non cianciate di “censura” se siete venuti qui solo per rompere le palle. Se non siete d’accordo con i contenuti, ditelo. Non usatelo come scusa per insultare nessuno, altrimenti vedi alle regole 4 e 5.
7.Mi riservo di negare il diritto al commento a chi mi sembra minaccioso, insistente e fastidioso. Anche se non ha tecnicamente offeso nessuno.
8.Se commentate i post vecchi, nessuno vi risponderà.
9.Questo blog non è affiliato ad alcuna trasmissione televisiva, personaggio politico, personaggio dello spettacolo, conduttore di TG o altre realtà .

questo sarebbe auspicabile


Vorrei assistere ad un moto di orgoglio da parte di uomini e donne di questo paese.
Vorrei che fossimo tutti capaci di smettere di criticare gli altri, i più potenti di noi.
Vorrei che cominciassimo tutti a guardarci dentro e a modificare i comportamenti che ci appartengono e che, se posti in atto da altri, criticheremmo.
Vorrei che ogni volta che ci viene voglia di indignarci ci chiedessimo se c'è una cosa che abbiamo fatto nelle ultime due ore di cui ci possiamo vergognare. E solo dopo esserci impegnati con noi stessi affinchè quella cosa non la si faccia più o, meglio, dopo aver posto rimedio all'azione sbagliata, ci autorizzassimo ad indignarci.
Vorrei che l'indignazione fosse una cosa costruttiva e non, come mi sembra che spesso accada, un lasciapassare che ci autorizza a comportarci anche peggio di quelli che critichiamo.
Vorrei che fossimo tutti capaci di sorridere anche quando in cambio non ci aspettiamo un favore.

Vorrei che tutti imparassimo di nuovo a saper dire grazie...

Vorrei che ci prendessimo a cuore le sorti di questo nostro paese. Vorrei che con orgoglio lo rendessimo sempre più bello, più gradevole, più simpatico, più amabile, più amato. Perchè viviamo in uno dei posti più belli del mondo e con il nostro egoismo lo stiamo facendo diventare uno dei più brutti.

Dopo, ma solo dopo che avremo cominciato a fare queste cose, potremo non tollerare più tutti gli scempi che vengono commessi sotto il nostro naso e che a volte ci vedono complici più o meno consapevoli.

Perchè dopo avremo maturato una consapevolezza che renderà gli scempi impossibili, bloccandoli sul nascere. Facciamo sì che onestà e correttezza divengano la nostra normalità. Perchè in ogni sistema, piccolo o grande che sia, sono le anomalie a destare attenzione. E le anomalie dannose possono essere eliminate sul nascere se il sistema è sano. E il sistema può fare invece tesoro delle anomalie virtuose. E dar vita ad un nuovo autentico rinascimento.

VORREI


Vorrei vivere in un paese dove la ricchezza fosse poter godere con tutti gli altri di ciò che c'è.
Vorrei che le persone ritrovassero la gioia di sorridersi, anche se non si sono mai viste prima.
Vorrei potermi calare mollemente nella bellezza di arte, cultura e paesaggio del mio paese.
Vorrei vedere premiata la giustizia e l'onestà, non la superbia e l'arroganza.
Vorrei che la molla che spinge le persone a fare meglio fosse l'altruismo e non l'arrivismo.
Vorrei che ai bambini fosse insegnata la pace, la gentilezza, il donarsi, l'allegria ed il rispetto.
Vorrei che tutti potessero suonare uno strumento musicale.
Vorrei che a tutti fosse permesso di danzare come, dove e quando gli pare.
Vorrei che chi è poeta potesse declamare ovunque i suoi versi.
Vorrei che chi è pittore potesse dipingere di armonia le tele delle nostre giornate.
Vorrei che chi ha un suo Dio lo possa venerare.
Vorrei che chi non l'ha non si debba sentire inferiore.
Vorrei che chi non rispetta la legge fosse punito con un'ineludibile obbligo a provar vergogna.
Vorrei che a chi uccide fosse insegnato a curare.
Vorrei che a chi violenta fosse insegnato ad amare.
Vorrei che a chi ruba fosse insegnato a donare.
Vorrei che le porte non avessero serrature.
Vorrei che le menti non avessero catene.
Vorrei che la vita non passasse inutilmente.
Vorrei tanto non dovermi più sentire indignato.
Vorrei svegliarmi, ora. Grazie.